Tripudio per Renzo Arbore all’Ariston

Uno degli ospiti più attesi della terza serata è stato Renzo Arbore. La presenza dello showman pugliese ha continuato l’omaggio che il Festival di quest’anno sta tributando alla storia della Radio e della Tv in occasione dei 90 anni della prima e dei 60 della seconda.

Da lui un omaggio alla citta’ di Napoli – “che va stigmatizzata quando non fa bene ma è anche una città bellissima, piena di cultura e arte” – e a Roberto Murolo eseguendo “Reginella”.

Un omaggio offerto con l’Orchestra Italiana, scatenando l’entusiasmo del pubblico dell’Ariston che ha quindi riservato ripetute standing ovation al grande artista.arbore-verticale-blog

Entusiasmo anche subito dopo, quando Arbore e l’Orchestra hanno eseguito “Comme facette mammeta”. Pubblico in piedi in platea e in galleria, tutti ad accompagnare battendo ritmicamente le mani, e lui che ha smesso la giacca, preferendo restare in gilet come tutti gli altri del gruppo e non si è risparmiato.

“Sono discepolo di grandi maestri – aveva detto Arbore all’inizio del suo intervento – Antonello Falqui che ha fatto la tv classica ed Enzo Trapani che ha fatto l’altra tv, sono stati i miei padrini. E quindi Corrado, Bongiorno, Enzo Tortora e il mio collega Pippo Baudo”.

Fazio, scherzosamente, gli ha regalato una piccola spilla fingendo poi di leggere una lunga motivazione. E lui “sono contento di prendere il premio per i 60 anni di tv perchè non è un premio alla memoria” e poi esegue un suo  cavallo di battaglia ‘Ma la notte no’.

Rivedi:

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Renzo Arbore con la celebre “Ma la notte no” >>

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Alla fine della sua esibizione ha dichiarato nel retropalco: ‘mi sono divertito sul palco del teatro Ariston, ma mi sono anche commosso pensando a Murolo e cantando Napoli e ‘Reginella’, e continua ”Grazie a Fabio Fazio per il bellissimo regalo che mi ha fatto con la Rai in questa serata celebrando la mia carriera televisiva”.